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Lo stato di inquinamento del sottosuolo

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Relazione illustrativa sul grave stato di inquinamento del sottosuolo in alcune grotte della Puglia.

Negli ultimi anni si è registrato un particolare incremento delle attività speleologiche e di conseguenza un aumento della frequentazione degli ambienti ipogei. Tale circostanza ha favorito il rilevamento di situazioni talvolta molto gravi relative allo stato di degrado in cui versano gli ambienti ipogei a causa della presenza di enormi quantità di rifiuti immessi in maniera del tutto illecita ed abusiva all’interno delle cavità naturali.
Inoltre, rispetto al passato in cui si rilevava principalmente la presenza di rifiuti organici (resti animali), oggi si assiste sempre più all’incremento di attività di smaltimento di particolari tipologie di rifiuti (inerti e speciali) proprio perché alcune prescrizioni sullo smaltimento di queste tipologie di rifiuti impongono trattamenti specifici ritenuti molto onerosi dalle ditte, e pertanto ne viene scelta la loro dispersione ed il loro occultamento all’interno delle cavità naturali.
Uno dei criteri utilizzati per la scelta della cavità in cui effettuare lo smaltimento abusivo è dettato dalla facilità di avvicinamento all’imbocco della voragine con mezzi (auto, autocarri) tale da permettere la facilità nello scarico, unitamente alla scarsa frequentazione del luogo in superficie da parte di potenziali testimoni. Al momento non è mai capitato a speleologi di assistere direttamente ad una operazione di immissione di rifiuti.
Due esempi tipici in provincia di Bari sono costituiti proprio dalla Grave del Cavoncello e dalla Grave di Pasciuddo.
La prima si apre in agro di Spinazzola (Ba) proprio al margine della S.P. con accesso a pochi metri dalla sede stradale, in prossimità di una cava. Si tratta di un inghiottitoio di circa 40m di profondità.
La seconda si apre a poche centinaia di metri dalla S.P. Cassano-Acquaviva, con facile accesso ai mezzi fino all’imbocco che si apre in un ampio spazio. Questa cavità si apre con un pozzo di circa 60m e continua con un ed esteso complesso sistema ipogeo di notevole interesse idrologico.
Entrambe posseggono in comune la caratteristica della facilità di avvicinamento con mezzi. In entrambe sono stati ritrovati e si ritrovano tuttora, proprio i rifiuti speciali ed ospedalieri che costituiscono la tipologia di rifuiti più pericolosa in assoluto.
I fenomeni di inquinamento del sottosuolo nella Puglia sono noti da anni e riguardano quasi tutte le cavità naturali che si aprono in superficie. Non c’è grotta in cui non si ritrovi qualche esempio, magari anche risalente al solo passato, di uso della cavità quale discarica.
Uno dei ritrovamenti cui sovente ci si imbatte, è costituito dalle carcasse di automobili (anche pullman) o rubate o utilizzate per attività criminose, occultate così in maniera semplice e sicura dai malviventi. Tali ritrovamenti risalgono per lo più a decine di anni fa; non si rinvengono attualmente carcasse di auto recenti. Sembra che almeno tale fenomeno si sia arrestato. Rimane tuttavia il problema dell’eventuale bonifica da questi rifiuti, difficoltosa per il recupero di tali resti per il loro ingombro ed il loro peso.
Altra tipologia di rifiuti, come già descritto, sono i rifiuti organici costituiti da carcasse di animali morti, sovente smaltite senza alcuna denuncia alle autorità sanitarie ed ai servizi veterinari. Ciò oltre a pregiudicare gravemente l’ambiente in cui sono immessi per la possibile diffusione di malattie infettive, impediscono una corretta analisi epidemiologica da parte dei servizi veterinari che non ricevendo alcuna denuncia sui decessi degli animali non vengono in possesso di dati utili per il monitoraggio circa la diffusione di eventuali patologie animali (zoonosi) sul territorio. Inoltre, le carogne di animali immesse in massa nelle cavità favorisce la crescita di animali (roditori) che attratti dalla quantità di resti animali utilizzati da loro come cibo, in alcuni casi (Pasciuddo) hanno preso stabile dimora moltiplicandosi a dismisura e popolando stabilmente la grotta.
Altri esempi di inquinamento sono costituiti dalla presenza in grotta di notevoli quantitativi di rifiuti inorganici quali copertoni di auto in numero impressionante; nella sola Grave di Pasciuddo se ne contano qualche centinaio, nonché batterie di auto.
Altra categoria è costituita dai rifiuti ospedalieri trovati in grande quantità sia nella Grave di Pasciuddo che nella Grave del Cavoncello, oggetto di segnalazione alle autorità preposte e di parziale intervento di bonifica. Ma il fenomeno si ripete costantemente. Fra i rifiuti ritrovati, oltre ai medicinali scaduti, fiale, flaconi, pomate, e attrezzatura sanitaria (guanti, contenitori), anche provette di sangue ancora piene.
Altri ritrovamenti di diverso genere e natura, ma non meno pericolosi, sono i residuati bellici sia risalenti all’ultimo conflitto che quelli recenti sopratutto in zone di esercitazione militare.