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L'esplorazione
speleologica, in questi ultimi anni, ha avuto un notevole sviluppo e
non sono mancati, a volte, incidenti anche molto gravi. Con il
ripetersi di questi incidenti, si è sentita la necessità di
costituire in seno al Corpo Nazionale Soccorso Alpino del Club
Alpino Italiano, una Sezione per il soccorso speleologico.
Le prime basi sono gettate nell'anno 1965, e 1966 la Sezione
Speleologica prende forma fino a diventare, col passare degli anni e
col moltiplicarsi degli interventi di soccorso in grotta, parte
integrante del Corpo Nazionale Soccorso alpino che, dal 1992, cambia
la propria denominazione in Corpo Nazionale Soccorso Alpino e
Speleologico (C.N.S.A.S.).
Il C.N.S.A.S. è riconosciuto con Legge n.91 (art.2 del 26/01/1963),
e n.776 del 24/12/1985.
Il C.N.S.A.S. è nell'elenco delle Strutture operative nazionali del
Servizio Nazionale della Protezione Civile (n.225 del 24/2/92,
art.11).
Attualmente l'organizzazione territoriale del C.N.S.A.S., per il
coordinamento speleologico, risulta composta da Delegazioni
Regionali; in Puglia opera la VII delegazione del C.N.S.A.S.
La VII Delegazione ha la propria zona operativa e direzione in
Puglia ed è composta da 35 Volontari, tra Alpini, Speleologi e
Speleosub. Questi volontari vengono severamente selezionati tra gli
aspiranti volontari che fanno domanda al Delegato, confluiscono nel
C.N.S.A.S. da tutte le sezioni C.A.I. e da tutti i Gruppi
Speleologici di Puglia.
La VII Delegazione effettua circa 20 esercitazioni all'anno, tra
esercitazioni di squadre alpine, speleo, speleosub ed esercitazioni
di elisoccorso.
Tali esercitazioni sono realizzate a volte in collaborazione con
altre Delegazioni del C.N.S.A.S. o con altri Enti, quali il S.A.R.
Tutto ciò serve a migliorare la forma e l'affiatamento dei
Volontari, e la standardizzazione delle nuove tecniche di soccorso
speleologico, alpino e speleosubacqueo che, col passare del tempo,
sono in continua evoluzione.
Come in tutti le Delegazioni del C.N.S.A.S., nella VII sono adottate
solo attrezzature testate ed approvate dall'U.I.A.A. e dalla
Commissione Tecnica del C.N.S.A.S.
Particolarmente sofisticate sono poi le attrezzature sanitarie in
dotazione ai nostri medici (per poter realizzare una vera e propria
ospedalizzazione del ferito in grotta, in montagna o in un ambiente
aereo ubicato oltre un sifone ipogeo) e le attrezzature dei nostri
speleosub, che rispondono ai requisiti di massima sicurezza
richiesti dalla Commissione Speleosubacquea
del C.N.S.A.S.
Per
dare l'allarme in caso di incidente in grotta, si deve avvertire il
soccorso speleologico, o direttamente o tramite i numeri di
emergenza (118, 113). Bisogna fornire informazioni sulla grotta e le
sue condizioni (eventuale piena, ecc.) nonché indicazioni sulle
condizioni del ferito.
E' fondamentale fornire il numero telefonico dal quale si effettua
la chiamata e restare vicino allo stesso perché di lì a poco si
verrà richiamati dal Caposquadra del Soccorso che, oltre a
verificare la veridicità dell'allarme avrà bisogno di preziose
informazioni utili per predisporre al meglio l'intervento.
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