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CARS
- Biospeleologia: Le forme di vita inferiori
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Le
grotte non rappresentano esclusivamente il regno del mondo minerale.
Esse sono infatti popolate da numerose forme di vita e di diversa
natura, di cui alcune non riscontrabili all'esterno in quanto frutto
di un adattamento evolutivo avvenuto nel corso dei millenni. |
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La
biospeleologia è quella scienza che si occupa dello studio delle
forme di vita in grotta e del loro ecosistema. Il mondo ipogeo,
infatti, può essere considerato un vero e proprio ecosistema con
caratteristiche tutte proprie, pur differenziandosi le varie grotte
tra loro. In comune le grotte presentano (eccetto che in prossimità
degli accessi) assenza di luce. La temperatura, l'umidità e la
concentrazione di CO2 nonché l'apporto dall'esterno di sostanze
nutritive, sono determinanti per la possibilità di sviluppo di
alcune forme di vita rispetto ad altre. In grotta troviamo
rappresentate tutte le forme di vita, dagli organismi unicellulari,
al mondo vegetale, al mondo animale. |
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Le
forme di vita inferiori (batteri, protozoi, lieviti) sono
sicuramente le più rappresentate anche se - come del resto nel
mondo esterno - invisibili ad occhio nudo. Queste forme di vita sono
capaci di veloci adattamenti ed hanno scarse necessità
nutrizionali; per tali ragioni sono ubiquitariamente diffuse. Si
possono isolare da terreno, acqua e dalle superfici delle
concrezioni. Esse possono essere studiate seminando in appositi
terreni di coltura campioni di materiale appositamente prelevato e,
tramite passaggi in terreni selettivi, identificate. In grotta
troviamo batteri eterotrofi(che necessitano di fonti di carbonio per
la vita) e chemiolitotrofì che utilizzano elementi inorganici (S,
N, Fé) per i processi vitali. Questi ultimi svolgono un ruolo di
estrema importanza in quanto con il loro metabolismo sono coinvolti
in fenomeni di modificazione geomorfologica delle grotte (fenomeni
ipercarsici, deposizione di calcite, formazione di nitrati, colore
delle concrezioni). La scienza che studia questi fenomeni prende il
nome di geomicrobiologia. Oltre ai batteri vi sono anche i lieviti,
ossia miceli (funghi) unicellulari dei quali, oltre che alle specie
proprie degli ambienti ipogei, si possono riscontrare specie
patogene per l'uomo fra cui il Cryptoccus neoformans e l'Hystoplasma
capsulatum, la cui presenza è dovuta ad animali vettori,
principalmente volatili. In Puglia il Cryptoccus è stato isolato in
diverse grotte della murgia barese. Oltre ai lieviti troviamo anche
le muffe filamentose (miceti pluricellulari). Le muffe per vivere
hanno bisogno di umidità (che in grotta trovano in abbondanza) e
sostanze nutritive, che traggono a partire da materiale organico in
decomposizione giunto dall'esterno, o costituito da animali morti.
In particolari condizioni (assenza di forti correnti d'aria) posso
formare filamenti sottilissimi e delicati, simili a strutture
cristalline. |
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