Una delle esplorazioni più importanti effettuate dal C.A.R.S. negli anni '50 riguarda la grave di Faraualla, uno dei pozzi più profondi della Puglia. La prima esplorazione vide la discesa di soli primi 50 m, e quindi la risalita.

Infatti, nessuno si aspettava che la grave di Faraualla, superasse in profondità i 50 - 60 m. Le scalette realizzate in proprio dal C.A.R.S., non potevano superare quella profondità.

Intuita l'importanza della grave e convinti ancor più della necessità di dover condurre l'esplorazione, si dovette contattare la Commissione Grotte "E. Boegan" della Società Alpina delle Giulie di Trieste, per una collaborazione nelle ricerche. Ma a sua volta non si ritenne che la profondità del primo pozzo potesse raggiungere i 140 m, e le attrezzature portate si rivelarono insufficienti.

Si dovette quindi far ricorso all'utilizzo del materiale in dotazione al prof. Anelli presso l'Istituto Italiano di Speleologia con sede a Castellana Grotte. Il 30 dicembre del 1956 fu possibile la discesa e l'esplorazione che consentì di realizzare un primo rilievo.













